
uno dei leitmotiv della maggior parte dei post che troverete riguarderà la rincorsa tecnologica innescata dall’introduzione delle armi da fuoco nei campi di battaglia tra la fine del medioevo e l’inizio dell’età moderna, anzi si può proprio dire che la rivoluzione militare fu proprio uno dei grandi cambiamenti che segnarono profondamente il passaggio alla modernità. La crisi della cavalleria e l’avvento delle artiglierie esprime la perdita del ruolo tradizionale della nobiltà feudale e guerriera con inevitabili conseguenze anche nelle dimensioni degli eserciti, con le devastazioni delle guerre del Cinquecento e Seicento e le inevitabili ripercussioni sulla società.
La comparsa della polvere da sparo è sicuramente accertata già da tempo con i primi rudimentali schioppi che diventarono poi artiglieria di vari calibri o armi individuali che portarono agli archibugi e moschetti (seguiranno approfondimenti in merito)

per cominciare a trattare questo argomento assai complesso direi di iniziare sgomberando il campo da alcune idee errate che derivano magari dai film e in particolare dal mondo fantasy… purtroppo l’ingegno umano ha sempre cercato di produrre armi migliori e più efficaci, pertanto l’arma da fuoco è sicuramente più micidiale di un’arma da getto, fionda, arco o balestra che sia. Se questo è evidente con i fucili moderni, bisogna fare qualche piccolo sforzo per comprendere come fosse già così anche con i primi archibugi
in questo video è ben spiegato:
devo fare i miei complimenti a Vlad per il suo canale e per i bellissimi video, alcuni davvero divertenti dove traspare la passione dell’autore. Sempre in argomento ‘cose antiche che sparano’ a questo punto val la pena di aggiungere altri due suoi lavori che mostrano come funzionavano:
e lascio come chicca finale il video di un’arma a miccia del ‘nostro’ periodo di studio; interessanti le considerazioni iniziali che sono praticamente un riassunto di quanto trattato in questo blog